Spedizione GRATUITA da €30 per l'Italia | Promo -10% Newsletter | Tel. +39 377 376 5172

WeMarche Travel: Riviera del Conero

Una splendida giornata di sole: pianificare una nuova escursione è il modo migliore per cominciare la giornata! Dove andremo oggi?

Osserviamo la cartina: avete mai notato che il profilo delle Marche assomiglia ad una freccia che sembra indicare il mare?
Incerti sul cammino da intraprendere per la nostra prossima gita, decidiamo di farci guidare proprio dalla punta di questa freccia: qui si trova il Monte Conero, che si affaccia sul mare Adriatico formando la Riviera del Conero.

Questa parte del litorale marchigiano è particolarmente apprezzata: si tratta infatti di uno dei più bei tratti di costa che potrete trovare tra centro e nord Italia e comincia ad essere rinomato anche oltre i confini nazionali!

Il ‘monte’ Conero con i suoi 572 metri non è certo una cima di spicco, ma per la classificazione delle vette, non si tratta di collina. In realtà, sarebbe più giusto chiamarlo promontorio – è il più importante sulla costa adriatica, dopo quello del Gargano in Puglia – e la sua forma è immediatamente riconoscibile anche da km di distanza (esso infatti è chiaramente visibile da Senigallia, a nord – fino a Pedaso, davanti a Campofilone, a sud).

Il Conero può vantare diverse bandiere Blu: i Comuni attorno al promontorio, infatti, sono rinomati per la bellezza delle spiagge; ve ne sono davvero per tutti i gusti, da quelle attrezzate a quelle più selvagge. Oggi vogliamo andare proprio ai piedi del Conero, per ammirarlo da un punto di vista davvero particolare. Scendiamo lungo la strada di Portonovo, ammirando la lussureggiante vegetazione che si estende fino al mare.

In questa baia, dalle caratteristiche spiagge ai ciottoli bianchi, cresce un’erba spontanea chiamata ‘paccasassi’: si tratta di un gustoso finocchio marino selvatico, che sembra crescere direttamente dalla roccia, ma le sue radici si insinuano al di sotto della terra, arrivando fin nella parte sabbiosa.

Noi, come sempre, ci siamo portati tutto l’occorrente per un gustoso spuntino; ci accomodiamo lungo la spiaggia, mentre il rumore delle onde e il profumo della salsedine ci fanno compagnia.

Decidiamo di degustare sia i paccasassi come erba, accompagnandoli con della crescia e con un po’ di mortadella, sia in crema, perfetta formula per la nostra bruschetta con il pane fresco di giornata.

Esploriamo i dintorni e troviamo il vecchio faro, lo scoglio della Vela e il suggestivo molo, dove qualche gabbiano ci osserva incuriosito.

Ma Conero non è solo mare: è anche bosco, sentieri nel verde per lunghe passeggiate o per dedicarsi ai percorsi bike; il Conero è natura, con una flora e una fauna protette dall’omonimo parco, ed è anche vino. Eh già! Lo sapevate? Il Rosso Conero si chiama così proprio perché le sue uve vengono coltivate tra i lunghi filari di viti che si estendono sul monte e alle sue pendici.

Queste uve – Montepulciano puro o con aggiunta di Sangiovese – hanno una storia assai lunga: il greco Strabone, 2000 anni fa, già parlava dei vini del Conero, ma è con l’etichetta DOC del 1967 che questo Rosso assume il prezioso riconoscimento che lo ha reso assai noto.

Ci addentriamo verso Camerano, alle pendici del Conero, e osservando il panorama, brindiamo a questo giorno che pian piano scivola via, mentre il sole si allarga all’orizzonte, tingendo il cielo di arancione e di rosso. Ci fermiamo così, col bicchiere in alto, a scattare una foto mentre il rubino del vino si mescola alle vivaci tinte di questo splendido tramonto.

Cin cin! Alla prossima avventura!

WeMarche Travel 



Lingua