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WeMarche Travel: I Monti Sibillini

Quando si pensa alle Marche oggi, si pensa forse più alla bellezza delle sue coste, alla Rotonda di Senigallia, che venne alla ribalta grazie a una celebre canzone di tanti anni fa, al promontorio del Conero, che accresce la sua fama di anno in anno, o ai rinascimentali splendori di Urbino ed Ascoli Piceno, per chiudere con le note del pesarese Rossini ed i poetici versi di Leopardi e della sua Recanati.

In molti, invece, ancora non conoscono le meraviglie che si nascondono tra le montagne delle Marche, i Sibillini.

Come promesso, iniziamo il nostro cammino da questa splendida immagine. 

Ci troviamo su una cresta del Monte Priora, la seconda cima più alta dei Sibillini, mentre il sole fa capolino all’orizzonte, ergendosi sopra un manto di nuvole e nebbia, quasi a sfidare le cime rocciose. Le pendici del monte si risvegliano dal torpore notturno in cui erano avvolte e si accendono delle mille sfumature che solo la stagione invernale può donarci: i ciottoli grigi, i verdi muschi e i bruni licheni assomigliano alle pennellate di un pittore impressionista, mentre il cielo si infuoca al sorgere del sole.

Siamo nel cuore di questi monti misteriosi, che prendono il loro nome dalla Sibilla Appenninica maga, incantatrice, indovina e regina di un mondo sotterraneo – paradisiaco – al quale si accede attraverso la grotta che si apre sulla vetta del Monte Sibilla. E non c’è da stupirsi che tanti scrittori, dopo aver visitato il luogo, abbiano alimentato la leggenda della Sibilla e del suo oltremondo favoloso: qui sembra davvero di vivere in una fiaba.

Qui la gastronomia trae origine da tutto quel che di buono la terra ha da offrire.

Cominciamo con i pecorini dei Sibillini (che sono due, uno fresco e l’altro stagionato), i cui metodi di lavorazione sono davvero antichi e risalgono ai tempi dei romani; li accompagniamo con del buon miele, sempre di questi monti, e con del ciauscolo (anche conosciuto dai non marchigiani come ‘salame spalmabile’). 

Proseguiamo il nostro pasto con una zuppa a base dei legumi della zona: ceci, farro, lenticchie e fagioli, con delle erbe aromatiche di contorno… tutto sempre a km0: quante cose buone e gustose hanno da offrire questi monti!

A risentirci al prossimo racconto di viaggio!

Team WeMarche

#Wemarchetravel



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