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WeMarche Travel: Benvenuti ad Ascoli Piceno

Cari amici, oggi ci siamo inoltrati verso il sud delle Marche, in una città che ha regalato i natali al celebre attore, comico e attore Massimo Lopez, al pianista e compositore Giovanni Allevi (solo per citare qualche nome) e che è stata terra d’adozione del poeta trecentesco Cecco D’Ascoli, che qui ha conosciuto gran parte della sua formazione letteraria.

Ma Ascoli Piceno è conosciuta in tutto il mondo per essere la patria di una specialità che ne porta con sé anche il nome: l’oliva ascolana, regina del fritto e che in questa terra speciale è stata creata.

Infatti, l’oliva ascolana si è diffusa nei secoli in tutto lo Stivale, ma solo qui potrete gustare l’originaria ricetta, autentica e fedele alla tradizione.

Ma come sempre, prima di addentrarci in leccornie prelibate che ci aspettano alla fine della nostra gita, vogliamo portarvi alla scoperta di questa città meravigliosa che ha davvero molto da offrire.

Iniziamo col dire che questo capoluogo di provincia della regione Marche è certamente il più rinascimentale: città di torri, chiese, piazze e palazzi, Ascoli ha la pietra come protagonista assoluta del suo paesaggio.

Il pittoresco centro storico è stato costruito scolpendo blocchi di travertino provenienti dalle vicine cave del Piceno. L’uso di questo materiale ha reso tutto il centro città un luogo dove si respirano eleganza ed armonia architettonica: passeggiare tra le vie di Ascoli lascia incantati e senza fiato… e la nostra scoperta tra le splendide vie della cittadina raggiunge il suo apice nella stupenda Piazza del Popolo, una tra le più rinomate piazze rinascimentali italiane.

Sulla piazza si affacciano importanti monumenti ed edifici: la Chiesa di San Francesco, con le sue mura possenti, il duecentesco Palazzo dei Capitani del Popolo, dalla maestosa sagoma, numerose case medievali, portici e logge con boutiques e caffè sotto cui passeggiare e trovare un ombreggiato riparo nei giorni più caldi o in caso di pioggia.

Piazza del Popolo è anche detta ‘salotto di Ascoli’: è qui che i cittadini si danno appuntamento per un caffè o per l’aperitivo.

Ma il cuore degli ascolani si divide tra Piazza del Popolo e Piazza Arringo; quest’ultima, più estesa, ma non meno armonica e proporzionata, ospita altri prestigiosi monumenti ascolani: il Palazzo dell’Arringo, sede della Pinacoteca Civica, il Duomo di Sant’Emidio, il Battistero di San Giovanni e il Palazzo Episcopale con il Museo Diocesano.

Se visitate il Duomo, non dimenticate di soffermarvi sul meraviglioso Polittico del Crivelli, che si trova nella cripta del Duomo. Nel Battistero è invece presente una fonte battesimale ad immersione del XII secolo, splendidamente conservata.

Se amate l’arte, sappiate che all’interno della Pinacoteca Civica vi attendono alcune opere di Carlo Crivelli, maestro veneziano le cui opere sono oggi presenti per lo più in prestigiosi musei del mondo e di cui poco è rimasto in Italia: è un’occasione che non potevamo proprio perdere!

E a proposito di vere occasioni da non perdere, se capitate di qui a luglio o ad agosto, ricordate che ad Ascoli Piceno si tiene la Quintana, torneo cavalleresco (o giostra). Si tratta, più nello specifico, di una rievocazione medioevale con giostra equestre (una sorta di Palio storico tutto made in Ascoli).

Ci allontaniamo dal centro città e prendiamo la ‘Via delle Stelle’: no, non è ancora l’imbrunire… si tratta del vecchio percorso delle mura cittadine, a ridosso della destra del fiume Tronto. In questo tragitto, tranquillo e lontano dal più sonoro centro cittadino, ci soffermiamo con lo sguardo su torri, palazzetti medievali, resti di antiche botteghe e splendidi scorci sul fiume Tronto. Il nome di questo suggestivo percorso sembra derivare dall’abitudine degli innamorati di incontrarsi di sera, lungo questa strada, proprio per trovare un po’ di tranquillità, lontano dagli occhi delle pettegole del paese.

Alla fine della Via delle Stelle si giunge a Ponte Romano, a cui si accede da Porta Solestà: si tratta di una straordinaria testimonianza di età augustea ed è stato realizzato con un’unica campata di circa 62 metri: un’opera immensa per l’epoca e ancora oggi davvero impressionante.

Qui ci fermiamo, in contemplazione del bel paesaggio che si apre davanti ai nostri occhi, e con il gorgoglio delle fresche acque del Tronto nelle orecchie, per degustare qualche prodotto tipico.

Cominciamo assaporando del pane ben tostato, sopra cui abbiamo versato del profumatissimo olio dell’Oleificio Silvestri, un’azienda autoctona e a conduzione familiare.

Da sempre, l’olio è l’orgoglio della cultura contadina e il loro olio extravergine ha una tradizione lunga più di 70 anni, che ha avuto origine con il capostipite, nonno Angelo Albertini. Dall’olio, la produzione della famiglia si è poi estesa anche ad altri prodotti ed oggi con noi abbiamo anche del patè di olive verdi, nonché l’oliva tenera ascolana in salamoia.

I profumi inebrianti si uniscono a sapori sempre nuovi, inediti, tutti da scoprire; sapori che grazie all’oleificio ci siamo divertiti a scoprire, sperimentare e gustare!

Come avrete capito, l’Oliva, in tutte le sue forme, è la vera ‘regina’ di Ascoli Piceno… e noi la celebriamo anche nella sua variante fritta e autentica: l’oliva ascolana di cui vi avevamo dato qualche accenno all’inizio del nostro viaggio.

Al prossimo viaggio insieme!

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