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WeMarche Travel: Alla scoperta del fiume Metauro

Per la nostra prossima tappa risaliamo verso nord, fermandoci nel cuore delle Marche, appena sopra Senigallia e superata la provincia di Ancona: troviamo Fano, città di mare nota alle cronache nazionali soprattutto per il suo rinomato Carnevale e vicino cui si trova la fine del cammino del fiume Metauro, il più grande corso fluviale della Regione Marche.

Sulle sponde bagnate da questo importante corso d’acqua, che corre per 121 km, trovano terra feconda le uve del Bianchello del Metauro, un vino bianco DOC appartenente alla provincia di Pesaro e Urbino.

Ma torneremo su questo prezioso vino solo alla fine del nostro viaggio. Andiamo: ci aspettano numerosi tesori da scoprire!

Come dicevamo, il Metauro è il principale fiume delle Marche, che si origina dall’incontro tra i suoi due affluenti, i torrenti Meta ed Auro; esso bagna i comuni di Sant’Angelo in Vado, di Urbania, di Fermignano e di Fossombrone, per arrivare a Colli al Metauro e sfociare, infine, a Fano.

Se vi trovate a visitare Urbino o Ancona, dunque, venite ad esplorare questo tratto dell’entroterra, poco conosciuto, ma pieno di sorprese.

In questa giornata primaverile, in cui l’aria è tiepida e gli alberi rinverdiscono, volentieri ci incamminiamo verso la gola del Furlo, presso Acqualagna, che ospita l’omonima Riserva naturale e dove un vero e proprio canyon ci sorprende e ci lascia senza fiato. 

Le cosiddette Marmitte dei Giganti, con i loro 30 metri, ci sovrastano con la loro imponenza. Osserviamo il fiume: due sportivi solitari stanno praticando il rafting… sembra davvero di trovarsi in uno di quei canyon che si vedono nei film hollywoodiani! E invece sono le nostre Marche, capaci, come sempre, di stupirci.

Dalla natura alla città: ecco Fossombrone, piccolo centro medievale che ci appare come una Urbino in miniatura, con la sua Rocca malatestiana e le architetture che ricordano la sua ‘sorella maggiore’. Passiamo in rassegna i palazzi nobiliari lungo corso Garibaldi, la Cattedrale e la chiesa di S. Francesco, il Palazzo Ducale e la sua Corte Alta.

Ma andiamo spediti, perché durante la nostra gita sulle terre del Metauro abbiamo ancora molto da esplorare. Giungiamo a Fratte Rosa, un altro piccolo gioiello noto soprattutto per la produzione delle sue terrecotte, di cui vi è anche un interessante museo per gli appassionati.

Nel pomeriggio, dopo una breve pausa culinaria, arriviamo a Mondavio, pittoresco borgo che vanta una bandiera arancione, grazie al suo centro splendidamente conservato: le antiche mura, le chiese ed i palazzi ci narrano di una storia antica che si è susseguita attraverso i secoli, con le dominazioni dei Malatesta, dei Piccolomini, dei Medici, dei Montefeltro e dei Della Rovere.

La nostra ultima tappa ‘cittadina’, prima di immergerci nuovamente nella natura, è Barchi, il cui centro storico è stato fondato principalmente dall’architetto Filippo Terzi, che ci ha lasciato: il Palazzo Comunale, la Torre Civica con il suo orologio, il Palazzo Ducale e la chiesa della Santissima Resurrezione.

Se avete ancora un po’ di tempo, vi consigliamo una visita al Museo orci e orciai e banda Grossi, per conoscere meglio l’artigianato locale e le folcloristiche vicende del brigante Terenzio Grossi, una sorta di Robin Hood marchigiano del 1860.

Siamo verso il tramonto, e vogliamo brindare a questo giorno meraviglioso, che ci ha fatto scoprire alcune delle molte piccole gemme sorte attorno alle rive del fiume Metauro.

Ci rechiamo a Piagge, presso l’azienda agraria Guerrieri, accompagnati da questo meraviglioso tramonto che inonda di una luce dorata le nostre belle colline marchigiane. Alziamo un calice di Bianchello del Metauro, mentre assaggiamo anche altri prodotti dell’azienda agraria: olio, pasta e miele.

Quello che doveva essere solo un brindisi si è trasformato in un gustoso e ghiotto aperitivo, con tipicità a km0, nate su queste terre feconde e prodotte con amore e cura da un’azienda di autentici agricoltori, che da generazioni si tramandano l’antica saggezza della terra e i valori di sobrietà, rispetto, sostenibilità e solidarietà.

Ci portiamo a casa una selezione degli altri vini, per conoscere tutte le etichette della cantina: non vediamo l’ora di degustarle…

Cin cin, al prossimo viaggio insieme!

WeMarche Travel 



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