Offida Pecorino DOCG – Tenuta Santori

0,75 l

21,00

Offida Pecorino DOCG – Tenuta Santori

Premi
Premio Berebene 2022
Vino Pluripremiato coi Tre Bicchieri del Gambero Rosso (2021-2022)
Slow Wine Guide premia OFFIDA PECORINO 2020
MONDUS VINI in Germania assegna la MEDAGLIA D’ORO al PECORINO 2019
THE WINEHUNTER premia con il BOLLINO ROSSO il PECORINO 2019
Premio VINO SLOW – Offida Pecorino 2018

Vitigno autoctono delle zone montane a cavallo tra Marche ed Abruzzo.
Deve il nome al fatto che in antichità questa era una zona dedita alla pastorizia e pare che le pecore apprezzassero molto il sapore dei suoi piccoli acini scovati durante la transumanza.
Questo vitigno si è perso nel tempo a causa della sua scarsa produttività, ma grazie all’impegno di alcuni lungimiranti produttori, è stato realizzato un lavoro importantissimo di recupero ed oggi è il vitigno a bacca bianca sicuramente più importante presente nel Piceno. Viene vinificato in purezza dando ottimi vini che stanno portando il nome di questo territorio nel mondo.
Predilige i climi freschi con forti escursioni termiche. In fermentazione produce una buona quantità di glicerina che ben bilancia la componente acida dando struttura e corpo al vino.

Ottenuto da un vitigno autoctono in purezza, il Pecorino.
Colore giallo paglierino, riflessi verdognoli.
Note agrumate ed una bocca piena e polposa di grande persistenza. Ottima mineralità e grande sapidità, caratteristiche date dalla posizione del vigneto che beneficia delle correnti marine e saline del mare Adriatico durante il giorno e quelle montane, più fredde, dai Monti Sibillini, durante la notte.

Scheda tecnica
Denominazione: Offida Pecorino D.O.C.G.
Uvaggio: 100% Pecorino
Zona di produzione: Comune di Ripatransone (AP)
Altitudine del vigneto: 250/300 mt s.l.m.
Esposizione: Ovest/Est, Nord/Sud
Terreno: Medio impasto, molto calcareo
Grado alcolico: 13 % vol.
Sistema di allevamento: Guyot
Vendemmia: Manuale
Affinamento: Acciaio

Bottiglia 0,75 l

L’immagine di Tenuta Santori parte dall’origine, dall’osservazione e dal rispetto della materia prima. La volontà di dare un tocco di modernità e di “studiato” per non svilire un prodotto di per sé già riuscito. Marco inizia rivisitando le etichette che devono rispecchiare la verità della terra e la qualità del vino.
Per questo si è scelta l’immagine macro della foglie di vite: per far emergere l’attenzione al particolare, al rispetto del biologico, dove nulla è lasciato al caso.
Una foglia destrutturata che con le sue ardite geometrie da la possibilità di vedere oltre, di unire punti strategici per poi trovare colli, fiumi, valli: terra di vini eleganti e sinceri, come la regione a cui appartiene, le MARCHE.

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