Gift Box Leopardi WeMarche

Cesto Regalo 100% Made in Marche
In regalo un biglietto esclusivo con il volto di Giacomo Leopardi illustrato da Carolina Guzzini

50,00

Gift Box Leopardi WeMarche
I Cesti e Pacchi We Marche vengono realizzati direttamente da Noi con prodotti tipici esclusivamente Marchigiani selezionando le migliori eccellenze, tipicità e peculiarità di un territorio ed una Regione speciale e unica come le Marche.
In regalo un biglietto esclusivo con il volto di Giacomo Leopardi illustrato da Carolina Guzzini.
Dona i sapori delle Marche a chi è lontano.

La Gift Box Leopardi WeMarche presenta i seguenti prodotti:
Spaghetti di grano duro – WeMarche 500 gr
Legume Cicerchia secco– Medei 500 gr
Carciofini di Montelupone Bio sott’olio IGP – Agostini 280 gr
Olio Monovarietale Ragga – Cesari 0,25 l
Vino Fiacca Marche Rosso IGT – Terra Argillosa 0,75 l

I prodotti selezionati ed inseriti nei nostri pacchi regalo provengono da piccoli e micro produttori marchigiani che non sono presenti nella GDO in quanto la filosofia di We Marche è di far crescere, sviluppare e promuovere tutte queste realtà, le quali rappresentano la veridicità di un territorio, Le Marche.

Vogliamo far conoscere le vere qualità di quello che la nostra terra ci offre facendo sognare ed assaporare le tipicità 100% Made in Marche.

La foto è puramente indicativa

Giacomo Leopardi. Chi è?
Giacomo Leopardi nasce il 29 giugno 1798, a Recanati, dal conte Monaldo Leopardi e da Adelaide dei marchesi Antici.
A partire dal 1807, Giacomo, assieme ai fratelli, viene affidato a don Sebastiano Sanchini, scelto come precettore di casa ma la sua brillantezza lo porta a rendersi presto autonomo negli studi.
Fino al 1815, Giacomo compie studi eruditi che spaziano in settori diversi del sapere, secondo un gusto enciclopedico di moda.

Nel 1809, dopo aver letto Omero, compone il sonetto “La morte di Ettore”.
Il giovane Leopardi affronta letture di vario genere, studia il latino, il greco, l’ebraico, il francese e altre lingue moderne, coltivando interessi filologici con traduzioni e commenti ai classici più famosi, intraprendendo studi di geografia, di astronomia e di scienze naturali.

La lettura dei classici gli rivelano il salto di qualità e di sostanza tra una poesia interiormente vissuta e un gusto poetico della tradizione retorica.
Il passaggio dagli studi eruditi agli studi letterari, dalle nozioni al bello, comporterà un’adesione assoluta alla poesia come pura rappresentazione. Il 1816 è l’anno delle importanti traduzioni del primo libro dell’Odissea, del secondo dell’Eneide, e del Moretum pseudo-virgiliano. Per Giacomo anche due importanti prove poetiche: nella primavera, l’idillio “Le rimembranze”, e nel novembre, “Appressamento della morte”.

Il 1818 lo vede ispirato nella composizione delle sue prime canzoni: “All’Italia” e “Sopra il monumento di Dante”.

Il 1819 è l’anno de “L’infinito” e di “Alla Luna”.

Nel 1827, Giacomo compila l’Indice del mio “Zibaldone”.

1828 – 1830: Leopardi sente rinascere in sé quel sentimento poetico che si traduce immediatamente nella esemplare canzonetta “Il Risorgimento” e, di lì a poco, nell’intenso idillio “A Silvia”, dove il Poeta rievoca la propria giovinezza perduta nella figurazione della bella Teresa Fattorini.
Tornando a Recanati, in uno stato d’animo sofferto e combattuto nascono i grandi idilli come “Le ricordanze”, “La quiete dopo la tempesta”, “Il sabato del villaggio”, “il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”.

Nell’aprile del 1836, Leopardi e Ranieri si trasferiscono tra Torre del Greco e Torre Annunziata. Qui compone entro l’anno “La ginestra”, suo testamento poetico, e “Il tramonto della luna”.
Il giorno 14 giugno del 1837 muore, assistito da Ranieri, sua sorella Paolina e dal medico accorso al capezzale.

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